Le donne di Puccini

Docente: Floriana Viola

In Puccini l’amore è vissuto come sacrificio e sublimazione e la figura femminile è spesso vittima dei suoi sentimenti e della sua totale dedizione. Le figure pucciniane vivono in quanto immerse nel loro amore, c’è una condivisione iniziale del sentimento della donna con l’uomo e poi però c’è una assoluta separazione dalla situazione, basta pensare a Pinkerton di Butterfly. Le figure pucciniane non rivendicano mai una autonomia personale ma vivono tutte in funzione del loro amore fino al sacrificio.
Nello stesso periodo, quasi contemporaneamente, ci sono invece le scrittrici come Sibilla Aleramo che rivendica la propria libertà e autonomia come nell’opera “Una donna”.
Così troviamo anche in Francia Simone de Beauvoir nel suo testo “Il sesso forte” afferma la necessità per la donna di un percorso autonomo di autoaffermazione. C’è poi la pittrice polacca Tamara de Lempicka che si è affermata sia come pittrice che come stile di vita rivendicando la sua identità femminile in modo profondo. Poi ci sono ancora in Francia, Marguerite Duras e Marguerite  Yourcenar (vedi “Le memorie di Adriano”) che anche loro hanno avvertito il valore dell’identità femminile libera.
C’è poi un altro esempio letterario molto triste che è la storia di Camille Claudel che è stata a lungo la compagna di Rodin, morta in manicomio dove fu portata dalla figlia anche perché doveva in qualche modo sparire perché Rodin era sposato.
In Tosca per esempio la figura è apparentemente forte ma molto angosciata dalla sua gelosia per Cavaradossi, è il dramma di una donna che fu portata alla morte dalla sua passione.
In Bohéme per esempio la protagonista Mimi muore per amore consunta anche dalla tisi, malattia del secolo. Più o meno negli stessi anni Sibilla Aleramo affermò così fortemente le sua autonomia abbandonando anche il figlio per uscire da un matrimonio non sopportabile.
In Butterfly vediamo la protagonista completamente sottomessa per amore e anche succube del suo destino, Butterfly aspetta sempre Pinkerton tutta la vita perché riteneva che lui fosse il suo “Destino”.
La Montessori aveva un figlio senza essere sposata e ha dedicato la sua vita all’infanzia e ha concepito un progetto educativo affermando la libertà creativa,  è stata forse una delle prime donne al mondo laureata in medicina.
Anna Kuliscioff compagna di Turati ha combattuto come donna per il riscatto sociale e ha pagato con la vita la sua rivoluzione.
Nel primo ‘900 la donna per esempio del pittore Klimt era vista come una donna sessualmente libera e forte e in Schiele la donna invece era vista come un essere inquieto e turbato anche nello stile di vita e ci possiamo qui riferire anche a Freud nella sua opera.

sabato 25 gennaio 2014,  h. 17.00  – Circolo Giovane Italia, Via Kennedy 7
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sabato 8 febbraio 2014,  h. 17.00 Circolo Giovane Italia, Via Kennedy 7
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sabato 1 marzo 2014,  h. 17.00 Circolo Giovane Italia, Via Kennedy 7
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